Un modo di lavorare
L'approccio sensomotorio
Un modo di lavorare che tiene insieme corpo, emozioni e pensiero, e che entra nei percorsi che già propongo quando le parole, da sole, non bastano.
Il corpo è saggio. Il corpo ci porta sempre a casa.
Di cosa si tratta
Mente e corpo non sono due cose separate. Le esperienze difficili lasciano tracce anche nel corpo: nella postura, nel respiro, nella tensione muscolare, nei gesti che partono prima di ogni ragionamento. Sono tracce che il racconto, da solo, spesso non raggiunge.
Per questo, in questo modo di lavorare, non si sta solo sulla narrazione: si osservano insieme le sensazioni corporee, le emozioni e i pensieri che le accompagnano, nel momento in cui compaiono nell'incontro.
L'obiettivo è riconoscere gli schemi abituali — fisici e psicologici — che tengono bloccati, e sperimentare piano piano altre possibilità di risposta. È un lavoro graduale, che procede al ritmo della persona.
Il metodo è stato sviluppato da Pat Ogden.
Quando può essere utile
- Ansia.
- Difficoltà di concentrazione legate a paura, pensieri intrusivi o sensazioni corporee sgradevoli.
- Reazioni emotive intense, che sembrano sproporzionate rispetto a quello che sta accadendo.
- Conseguenze di eventi difficili, come un incidente o un'aggressione.
- Ferite legate alle relazioni: trascuratezza, un'educazione molto rigida, separazioni.
- Pensieri negativi ricorrenti sul proprio valore.
- La sensazione di essere separati da sé stessi e da quello che accade intorno.
- Quando il lavoro basato soltanto sulla parola sembra non muovere nulla.
Come ci sono arrivata
Ho deciso di formarmi in questo approccio spinta dalla curiosità e da una gratitudine profonda: queste tecniche mi hanno aiutata in un momento di grande fatica e dolore personale. Ho cercato di proposito un terapeuta molto lontano dalla mia formazione di base, perché i miei schemi potessero rompersi e ampliarsi, lasciando spazio alla fiducia piena.
Così è stato. Ho scoperto la connessione tra mente e corpo sperimentandone i benefici, rapidi e persistenti, prima di tutto su me stessa. Portare questi strumenti nel mio lavoro, integrandoli con quelli che già usavo, è stato efficace e appassionante. Ho potuto verificarne la forza su ogni età: dall'infanzia all'adolescenza fino agli adulti. E l'ho trovato utile sia negli incontri individuali sia nei momenti di crisi emotiva delle sessioni di coppia e delle mediazioni familiari.
Specializzata in terapia sensomotoria L1 — Livello 1 del percorso di certificazione in Psicoterapia Sensomotoria, il metodo sviluppato da Pat Ogden.
Come si integra negli altri percorsi
Non è un servizio a sé: è un modo di lavorare che entra nei percorsi di sostegno psicologico, nei percorsi per bambini e adolescenti e nelle mediazioni familiari.
Domande frequenti
Bisogna raccontare quello che è successo?
No. Si può lavorare partendo da quello che accade adesso — una sensazione, una tensione, una reazione — senza ripercorrere nel dettaglio gli episodi. Si racconta solo quello che si sceglie di raccontare, quando si sente di poterlo fare.
Si fa anche con i bambini?
Sì. Con i bambini e i ragazzi gli strumenti cambiano forma: movimento, gioco, attenzione al respiro e alle sensazioni, con un linguaggio adatto all'età.
Si può fare online?
In parte sì: alcune proposte funzionano bene anche a distanza. Altre chiedono la presenza, perché servono spazio e movimento. Ne valutiamo insieme caso per caso.
In cosa è diverso da un colloquio normale?
Si continua a parlare, ma si aggiunge un'attenzione: cosa succede nel corpo mentre ne parliamo. A volte ci si ferma su una sensazione, si prova un piccolo movimento, si osserva cosa cambia. Il resto del colloquio resta quello di sempre: nessuno ti chiede di fare cose che non vuoi fare.
I percorsi clinici si svolgono al Centro SenzaPensieri, in Via Goito 2 a Seriate (BG), oppure in videochiamata. Apri in mappe (si apre in una nuova scheda)
Parliamone
Non serve decidere prima se questo approccio fa per te: nel primo colloquio guardiamo insieme la tua situazione e capiamo se ha senso portarlo dentro il percorso.

