Per istituti, docenti e studenti
Progetti e consulenza psicopedagogica per le scuole
Sono figlia di una docente e di un dirigente scolastico. La scuola l'ho sempre vista da dentro: affascinante, complessa, complicata.
Dal 2017 porto lo sportello psicopedagogico in alcune scuole del territorio bergamasco, per conto dei Servizi Sociali, e sono consulente psicopedagogica in diversi istituti.
Il compito del moderno educatore non è di disboscare giungle, ma di irrigare deserti.
Sei un genitore e cerchi un supporto per tuo figlio? La pagina giusta è Bambini e adolescenti.
Vai a Bambini e adolescentiI progetti
Ogni progetto si costruisce con l'istituto: qui trovi il perimetro di ciascuno, apri quello che ti interessa per leggere come lavoro.
Sportello di ascolto e consulenza psicopedagogicaUno spazio per studenti, docenti e genitori, coperto dal segreto professionale.
Per pre-adolescenti e adolescenti è l'occasione per affrontare problematiche legate alla crescita, all'insuccesso scolastico e alle difficoltà tipiche dell'adolescenza: uno spazio dedicato ai ragazzi, alle loro difficoltà con la scuola, la famiglia, i pari.
Per i genitori è un luogo di confronto per capire e cambiare le difficoltà che sorgono nel rapporto con un figlio che cresce.
Per i team docenti è un confronto per costruire strategie didattiche ed educative a partire da punti di vista nuovi.
L'intervento dello psicologo cerca di produrre cambiamenti nei modi di vedere più che di essere, modificando le rappresentazioni che le persone hanno dei propri problemi.
Attualmente svolgo il servizio in diverse scuole della provincia di Bergamo per conto dei Servizi Sociali del territorio.
Educazione all'affettività e alla sessualità — primariaUn percorso graduale su identità, corpo ed emozioni.
Accompagno bambine e bambini nella consapevolezza della propria identità personale e sociale, nella conoscenza del corpo e del suo sviluppo, nel rispetto dei bisogni e delle emozioni proprie e altrui.
Il lavoro punta a favorire un clima emotivo positivo nel gruppo classe, fondato su scambio, confronto e collaborazione, che faciliti le relazioni tra coetanei e con gli adulti di riferimento.
Il piano progettuale si co-costruisce in itinere con le insegnanti.
Educazione all'affettività e alla sessualità — secondariaSu una formazione specifica centrata sui ritmi biologici e sul corpo come mezzo di relazione.
Un approccio che guida i ragazzi a comprendere la sessualità come parte del desiderio di amare ed essere amati, integrando la capacità sessuale nascente con lo sviluppo della personalità e con un'identità in evoluzione.
Si lavora con metodi attivi: role-play, apprendimento attivo, analisi di filmati, ascolto di musica.
Siamo un gruppo! Laboratori sul conflitto — primariaQuando le dinamiche di classe si irrigidiscono, si lavora con i docenti per disinnescarle.
Conflitti e atteggiamenti competitivi fanno parte delle normali dinamiche che maturano in classe, ma a volte si fossilizzano in forme che tolgono benessere al gruppo o a qualche bambino.
I laboratori, tenuti da una o due psicologhe in stretta collaborazione con il consiglio di classe, prevedono momenti di condivisione, gioco e riflessione. I bambini mettono a fuoco che cosa porta al conflitto, prima in generale poi nella loro esperienza, e acquisiscono strategie per affrontarlo.
Si usano storie, giochi e lavori artistici che restano ai bambini.
Lo stesso impianto si può usare per accompagnare i bambini nel passaggio da un grado scolastico all'altro, quando il gruppo si ricompone e le relazioni vanno ricostruite.
Comunicazione non violenta e conflittualità — secondariaIl modello di Marshall Rosenberg portato in classe, con ragazzi e docenti insieme.
Osservare invece di giudicare, riconoscere ed esprimere i propri bisogni in modo concreto, risolvere i conflitti senza rinunciare al rispetto di sé e dell'altro.
È un percorso di comunicazione assertiva ed empatica che permette a ragazzi e insegnanti di concentrarsi sulle azioni positive per sé e per gli altri.
Cultura Digitale® — uso consapevole dei videogiochiTre livelli per genitori, insegnanti e studenti, nato dall'incontro con l'unico docente di Esports in Italia.
Il progetto è nato nell'anno scolastico 2018-2019 dall'incontro tra il team del Centro Albero di Psiche e il Prof. Jan Nava.
Si affrontano storia ed economia del videogioco e degli esports, aspetti emotivi, cognitivi ed educativi, e il confine tra uso sano e uso patologico.
È prevista una sezione laboratoriale per bambini e ragazzi, anche insieme ai genitori. Le formazioni sono tenute da psicologhe, una psicoterapeuta e il docente di Esports.
Formazione per apprendisti e stagisti
«La comunicazione efficace sul luogo di lavoro» è un percorso pensato per chi entra nel mondo del lavoro: il processo comunicativo, le competenze relazionali ed emotive, gli stili comunicativi assertivi e motivanti, la comunicazione come strumento di problem solving.
Il metodo è induttivo: simulazioni, role playing, tecniche espressive. Si impara facendo, non ascoltando.
Come si attiva un progetto
- Primo contatto con la dirigenza o le figure di riferimento
- Definizione condivisa di obiettivi, durata e destinatari
- Progetto costruito su misura, con durata e modalità concordate prima
Domande frequenti
Come si finanzia un progetto?
Dipende dall'istituto. Alcuni interventi, come lo sportello, sono commissionati e finanziati dai Servizi Sociali del territorio; altri si sostengono con i fondi di istituto o, in certi casi, con un contributo delle famiglie. Ne parliamo al primo contatto: la proposta si costruisce anche intorno alle risorse disponibili.
Quanto dura un intervento tipo?
I laboratori in classe si svolgono di norma in un ciclo di alcuni incontri concordati con il consiglio di classe. Lo sportello è invece un presidio continuativo, con una presenza periodica per tutto l'anno scolastico. Durata e calendario si definiscono prima di partire.
Si può partire da un incontro solo per i docenti?
Sì, ed è spesso un buon modo di cominciare: un incontro con il team docente permette di mettere a fuoco che cosa sta succedendo nel gruppo classe e di decidere insieme se e come intervenire con i ragazzi.
Lavorate anche con i servizi del territorio?
Sì. Lo sportello psicopedagogico che tengo in diverse scuole della provincia di Bergamo è svolto per conto dei Servizi Sociali, e il raccordo con la rete educante fa parte del lavoro ordinario: scuola, famiglia e servizi guardano lo stesso ragazzo da posizioni diverse.
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Parliamo della vostra scuola
Raccontatemi il contesto e i bisogni dell'istituto: costruisco una proposta su misura.

