Per coppie e famiglie in conflitto
Mediazione familiare a Bergamo
È possibile usufruire del servizio di mediazione familiare tenuto da me e dall'avv. Paola Bergamini, legale esperto di diritto di famiglia.
La vita non è come dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l'affronti che fa la differenza.
Una psicologa e un'avvocata, insieme nella stessa stanza
Gli incontri sono condotti in co-conduzione: io porto lo sguardo psicologico sulle emozioni, sugli schemi di pensiero e la storia personale, l'avvocata Paola Bergamini porta la competenza sul diritto di famiglia. Insieme portiamo la ricchezza professionale della mediazione sistemica che è volta a sciogliere il conflitto, ricostruire la comunicazione con un occhio di riguardo ai figli, se presenti nel nucleo familiare. Non vi mandiamo avanti e indietro tra due studi: quello che decidete è insieme sostenibile sul piano umano e solido su quello legale.
Un chiarimento importante: in mediazione nessuna di noi due assiste una parte contro l'altra. Siamo entrambe mediatrici, con una posizione equidistante (o "equivicina") rispetto a chi abbiamo davanti. Se avete bisogno di assistenza legale, quella resta il compito dei vostri avvocati, che potete consultare in qualsiasi momento del percorso — e che spesso accolgono con favore quello che si costruisce in mediazione.
È il punto di forza di questo percorso, e non è una formula diffusa sul territorio.

In sintesi
- Circa 10 incontri
- Entrambe le professioniste a ogni incontro
- Modello Sistemico Pluralista
- Rotonda dei Mille 1, 24121 Bergamo (BG) — studio dell'avvocata Paola Bergamini
- Oppure online
A chi si rivolge
- Coppie genitoriali e non genitoriali, di qualsiasi orientamento sessuale
- Coppie in crisi che stanno pensando alla separazione o al divorzio
- Coppie già separate o divorziate che devono rivedere accordi presi o disposizioni del giudice
- Famiglie che vivono conflitti che non richiedono un percorso psicoterapeutico
- L'intero sistema familiare, quando il conflitto coinvolge più di due persone
A cosa serve
Attraversare i conflitti in termini evolutivi trasformandoli cioè da «conflitti distruttivi» a «conflitti costruttivi».
La Mediazione Familiare Sistemica focalizza l'attenzione sull'intero «sistema famiglia».
I principi si basano proprio sul considerare il «conflitto» come un evento critico che fa parte della vita ma che può trasformarsi in una opportunità evolutiva.
In altri termini, all'interno del conflitto è possibile individuare gli aspetti costruttivi del cambiamento, ampliando il campo di osservazione a tutti i sistemi coinvolti.
Il quadro normativo
La legge 54 dell'8 febbraio 2006 ha introdotto l'affidamento condiviso dei figli. Da allora la mediazione familiare è riconosciuta come strumento per gestire i conflitti fuori dalle aule di tribunale, proprio perché permette ai genitori di esercitare insieme la responsabilità genitoriale.
La Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) valorizza la mediazione familiare inserendola nel codice di procedura civile (art. 473-bis.10) come strumento chiave di risoluzione alternativa delle controversie. Il giudice informa le parti sulla sua funzione — senza imporla — ma pone uno stretto divieto di ricorrervi in presenza di violenze o abusi.
Non è un dettaglio giuridico: la letteratura è concorde nel rilevare che i minori esposti a lunghi periodi di alta conflittualità tra i genitori vivono maggiori difficoltà psico-affettive e relazionali. Ridurre il conflitto è, prima di tutto, un intervento a tutela dei figli.
Come lavoriamo
Il mediatore, nella disputa tra due parti, ha il ruolo di facilitatore della comunicazione, alla ricerca di una dissoluzione e di una trasformazione del conflitto soddisfacente e condivisa dai contendenti. La nostra poggia sul modello Sistemico Pluralista, incontro di diversi modelli terapeutici di orientamento sistemico-relazionale.
La formazione ci ha dato:
- strumenti per decifrare gli stili comunicativi della coppia e della famiglia in conflitto
- strumenti per attivare le risorse individuali della coppia genitoriale così da evitare, in particolare ai figli, paure e disagi futuri
- strumenti per accompagnare la coppia e il sistema familiare verso accordi legali costruttivi, personalizzati e duraturi
- un percorso che ci ha portate ad avere maggior consapevolezza dei pregiudizi del mediatore e della coppia, con particolare attenzione alla dimensione emotiva
- conoscenza delle tematiche fondamentali come famiglia, matrimonio, genitorialità, crisi di transizione, conflitti relazionali, separazione, divorzio, affidamento dei figli
- maggior consapevolezza dei vincoli e delle risorse psicologiche e umane associate alle tematiche sopra elencate
Quando la mediazione non è lo strumento giusto
La mediazione familiare non è un percorso terapeutico, e ci sono situazioni in cui non è lo strumento adatto: violenza domestica o altre forme di abuso, malattia mentale, dipendenza da alcol o sostanze. In questi casi il mediatore ha il dovere di indirizzare verso specialisti del supporto alla persona, ed è quello che faccio.
Se hai un dubbio su quale sia il percorso giusto per la tua situazione, scrivimi: ne parliamo prima di iniziare qualsiasi cosa.
Domande frequenti
Quanto dura un percorso di mediazione familiare?
Circa 10 incontri, con un margine che dipende dalla situazione e dagli obiettivi che ci diamo insieme. Alcune coppie chiudono prima, altre hanno bisogno di più tempo.
La mediazione familiare è obbligatoria per separarsi?
No. È un percorso volontario, che entrambi scegliete. Può essere suggerito dal giudice, ma la partecipazione resta una vostra decisione.
Che differenza c'è tra mediazione familiare e terapia di coppia?
La terapia di coppia lavora sulla relazione, spesso per farla funzionare meglio. La mediazione familiare parte dal presupposto che la relazione di coppia sia finita o in crisi profonda, e lavora sugli accordi e sulla genitorialità che continua.
Serve anche se siamo già separati da anni?
Sì. Molte coppie arrivano quando devono rivedere accordi presi tempo prima, o quando la gestione quotidiana dei figli è diventata un conflitto permanente.
I figli partecipano agli incontri?
Di norma no: la mediazione è un lavoro tra i genitori. In alcune situazioni si valuta insieme un coinvolgimento, ma è un'eccezione ponderata, mai la regola.
Si può fare online?
Sì, quando la presenza non è possibile. Nel primo incontro però preferiamo vederci di persona: aiuta molto.
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Un primo contatto non vi impegna a nulla. Serve a capire se la mediazione è lo strumento giusto per la vostra situazione.

