Uno dei giochi preferiti del nostro bimbo è preparare la "pappa" nella sua piccola cucina e poi portarcela, ci divertiamo molto e ci diciamo sempre che forse diventerà appassionato come il suo papà. Ce lo dicevamo anche un mese fa, mentre eravamo coinvolti in una di quelle che potrei definire la classica conversazione tra genitori:
Io: “David ma secondo te che lavoro farà da grande Ettore?”
Lui: “secondo me farà un lavoro che adesso non esiste. Magari lavorerà nel Metaverso.”
Io: “già, chissà…”
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Un mese dopo mi è arrivata una splendida proposta da "Adok", un'agenzia di comunicazione. Ve ne parlerò, no spoiler per ora. Vi dico solo che il progetto riguarderà il Metaverso per l’ambito socio-sanitario.
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Nel 2019 avevo iniziato con diversi colleghi il progetto di “Cultura Digitale” approfondendo i risvolti psicologici e sociali dei videogiochi e degli Esports.
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Trovare qualcuno con gli stessi intenti etici e sociali che si spalancano sull’universo del Metaverso è stato grandioso!
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Nella giornata formativa, in cui ci siamo conosciuti, sono entrata in uno dei Metaversi presenti e in questa foto si vede tutto: lo stupore, il divertimento e la curiosità.
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Quando si apre il discorso del Metaverso si aprono infinite domande di ogni tipo: pratico, economico, giuridico, etico. Qualcuno ne è affascinato, qualcuno già ci lavora dentro, qualcuno è preoccupato.
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Quante cose ci riguardano e pensiamo che non ci debbano interessare? Quante cose ci stanno già influenzando e travolgendo e non ce ne curiamo? Cominciamo ad occuparcene, prima di preoccuparcene.
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Il primo passo per non essere travolti da qualcosa che ci spaventa è essere informati a riguardo. Perché riguarderà i nostri figli, perchè, in verità è già entrato nel flusso della nostra quotidianità e forse non lo sappiamo o non vogliamo porci il problema. Ma è nostra responsabilità. E dopo averlo conosciuto un po' alla volta, con curiosità, andando oltre ai pregiudizi, potremo farci qualcosa di buono!
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To be continued...
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